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La psicoterapia nella società della pillola

Fare psicoterapia non è mai stato facile e tanto meno nella società di oggi. È convinzione comune che sempre più persone si rivolgono allo psicoterapeuta, ma è anche vero che sempre più persone vanno alla ricerca della panacea mentale. I mezzi di comunicazione di massa ci tempestano di informazioni su come superare qualsiasi tipo di problema, dalla pancetta invernale all’insonnia del caldo estivo. E ogni disturbo, fisico o psichico che sia, ha la sua pillola. Intendo per pillola tutto ciò che viene presentato come rimedio sicuro e immediato, che non richiede particolare impegno e non porta via tempo prezioso. La nostra è la società della pillola.

I disagi e i disturbi di origine psichica indicano che qualcosa non va nella nostra struttura e nel nostro modo di percepire e affrontare la realtà; per superare un problema del genere non c’è altra strada che quella del cambiamento e non esiste un cambiamento vero che non preveda impegno, volontà e tempo.

La psicoterapia si propone di preparare il soggetto sofferente ad affrontare un cambiamento; solo così, dopo aver fatto un passo avanti nell’evoluzione psichica, egli può assaporare un nuovo modo di essere nel mondo e può godere di gradi di libertà sempre maggiori. Ma sottoporsi a psicoterapia non è una cosa semplice: la scelta del terapeuta giusto, i tempi di intervento, i costi, la fatica mentale e le famose resistenze sono tutti fattori che mettono a dura prova anche le persone più motivate. Sicuramente però è la mancanza del sollievo immediato che spinge tanti pazienti a rivolgersi a cure alternative; infatti dopo la fase di luna di miele con il terapeuta, ci si accorge che non è poi tanto semplice cambiare, che in fondo ci si era rivolti allo specialista solo per un po’ di ansia e non è facile rimettersi in discussione. Allora la televisione e le riviste specializzate, complice una diffusa ignoranza sul tema, forniscono le soluzioni apparentemente più efficienti.

Non a caso si contano al mondo più di 500 tipi di terapie; basta avere un’intuizione ed ecco che la nuova terapia è pronta. Mi sto riferendo a tutti quei tipi di intervento che in un modo o nell’altro sono etichettati con il marchio “New Age”: cristalloterapia, aromaterapia, rebirthing, fiori di Bach, cromoterapia, sono solo alcuni tipi di terapia a pillola, accompagnati da altri metodi che poco hanno a che fare con l’aiuto del prossimo.

Esistono varie correnti psicoterapiche che si sino guadagnate sul campo la notorietà e il valore, grazie a continui studi, verifiche, correzioni. Ognuna di esse usa metodi e strumenti diversi e ha alle spalle teorie proprie, ma tutte basano il proprio intervento sul cambiamento. È un po’ il discorso dell’uovo oggi e la gallina domani: la psicoterapia è più impegnativa, richiede pazienza e costanza ma alla fine dà, o cerca di dare, risultati definitivi.

Oggi si è perso il valore della sofferenza: la serenità ci fa star bene, ma è la sofferenza che ci spinge avanti, che ci fa progredire. Ritornando un po’ indietro nel tempo, ritroviamo nella disciplina etica alcuni nozioni con cui purtroppo pochi psicologi e pochi medici di adesso hanno confidenza. Ad esempio il concetto di “fortezza”, una delle virtù cardinali, che viene definita “la capacità di sopportazione dei mali e delle avversità in vista del godimento di beni superiori”. E’ sicuramente un concetto che va riscoperto, soprattutto da chi dedica la propria vita ad aiutare gli altri.

  • Balconi E. (2003), Le nuove psicoterapie, cure tradizionali e terapie naturali. Ed. Xenia, Milano
  • De Luca A. (1994), La New Age. Ed. Xenia, Milano
  • Singer M.T., Lalich J. (1998), Psicoterapie “folli”. Ed. Erickson, Trento time to go back to New Zealand, shall we?
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